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Consigli su come arredare un monolocale

Una soluzione abitativa oramai sempre più comune è il monolocale. Che venga chiamato studio flat o più comunemente loft, il monolocale è internazionalmente la tipologia di casa più richiesta nei grandi centri urbani o nelle aree di sovraffollamento. Molti proprietari immobiliari sono riusciti nell’impresa di duplicare i loro guadagni semplicemente dividendo in due gli appartamenti e spesso realizzando ottimi monolocali, facili da affittare o vendere.

Al contrario di quanto si possa pensare, capire come arredare un monolocale con il giusto stile non sempre è così semplice. Spesso chi decide di andare a vivere da solo opta per un monolocale soprattutto per motivi economici o per ritagliarsi un angolo di tranquillità personale. Attenzione però, non è detto che una casa piccola debba per forza essere brutta e scomoda, anzi potrebbe essere proprio il contrario e saper arredare un monolocale nella corretta maniera può fare la differenza.

Per arredare un monolocale in stile originale, senza l’aiuto di un esperto, basta avere un po’ di inventiva e un occhio attento all’ottimizzazione degli spazi: è possibile realizzare il tutto mantenendo i costi contenuti imprimendo la propria idea di design; la cosa fondamentale in questo caso è capire subito qual è l’impronta che vogliamo dare all’intero ambiente. Tu di che stile sei? Sapresti capire come arredare un monolocale senza l’aiuto di nessuno?

In un locale limitato come questo la prima regola è affidarsi ad alcuni principi molto semplici, come potrebbero ad esempio essere quelli descritti dall’arte orientale del Feng Shui. Questo particolare ed affascinante concetto delinea alcuni meccanismi per creare e infondere armonia all’intero ambiente casa e riuscire a comprendere quali siano i principi base su arredare un monolocale da soli.

Seguendo questa linea di pensiero la parola d’ordine è liberarsi del superfluo e in uno spazio limitato come questo seguire questa regola è anche relativamente facile. Sarà possibile infatti acquistare alcuni mobili con mensole a scomparsa per escludere ogni cosa che altrimenti creerebbe disordine. Un accumulo di utensili inutilizzati, sempre secondo questa nobile arte orientale, blocca il fluire di energie positive e crea confusione nell’intero locale.

Vivere in un monolocale, creando una stanza multifunzione con l’acquisto di mobili anch’essi multiuso è certamente possibile. Massimizzare gli spazi, ad esempio inserendo un comodo divano letto o una consolle ribaltabile al posto del classico tavolo, potrebbero essere utili accorgimenti per ottenere il massimo comfort in poco spazio, non dimenticando però di affidarsi alle migliori offerte di esperti nel settore dell’arredamento casa in grado di assecondare ogni nostro bisogno.

Si potrà così realizzare un ambiente originale e allo stesso tempo moderno, sfruttando ad esempio ogni spazio verticale. Basterà procurarsi dei mobili lineari nella composizione, modelli sviluppati soprattutto in altezza. Riusciremo così ad inserire in casa nostra un numero di scaffali prima impensato.

Un suggerimento scontato ma spesso sottovalutato su come arredare un monolocale correttamente, è quello di acquistare mobili proporzionati rispetto alle dimensioni dell’ambiente, in modo da alleggerire l’arredamento; un utile trucco ad esempio, potrebbe essere quello di utilizzare del mobilio in vetro o in cristallo per dare profondità e ampliare la percezione dell’intero ambiente.

Un altro aspetto da non tralasciare è quello cromatico. Come prima cosa, se il pavimento è molto scuro, è preferibile procurarsi un tappeto ampio e dalle tonalità chiare; in questo modo l’intera casa acquisterà una forte luminosità e il resto dell’arredamento subirà un forte alleggerimento nelle linee. Allo stesso modo, sarebbe preferibile ricorrere a tinte chiare anche per le pareti, per accentuare la luminosità del locale.

Cos’è la fossa biologica? Ecco una spiegazione semplice e chiara su come funziona

Con il termine fossa biologica intendiamo quella fossa interrata e statica che sostituisce la fognatura in tutte quelle zone in cui non è presente. La sua funzione è di raccogliere tutti i rifiuti liquidi e solidi derivanti dalle persone in particolar modo prodotte nel bagno e nella cucina, al contrario non vengono comprese le acque pluviali.

Installare la fossa biologica è molto spesso una soluzione di chi vive in campagna o in zone isolate non raggiunte dal sistema fognario, tuttavia per la sua manutenzione è fondamentale il contributo di un idraulico esperto e competente.

Il principio di funzionamenteo prevede una vasca (generalmente di calcestruzzo ma esistono anche in cemento, PVC e vetroresina) dotata di due tubi, uno in entrata necessario per accogliere i rifiuti organici e l’altro in uscita che porta l’acqua filtrata verso l’esterno. La sua collocazione è presso l’abitazione ma non sotto (per evitare di distruggere il pavimento se è necessaria un’ispezione) e ad almeno 1,20 metri di profondità. In particolare, deve essere situata su un terreno pianeggiante e collocata su un tetto di sabbia e distante all’incirca 10 metri da tubature di acqua potabile.

Esistono due tipologie di fosse biologiche le prime vengono chiamate Imhoff che sono utilizzate in totale assenza di fognatura, altre invece sono quelle tradizionali che invece si allacciano alla rete fognaria nazionale. Le prime hanno la caratterisitca di depurare i liquami in modo da disperdere gli stessi nel terreno, inoltre le norme di legge prevedono la posssibilità di inserire dei sistemi di deputazione secondari che garantiscono un’ulteriore sucirezza contro la dispersioni o fuoriuscite. Il sistema di funzionamento prevede che ci siano due parti separate, nella parte inferiore avviene la fermentazione batterica dei fanghi mentre in quella superiore la sedimentazione. Il vantaggio di una sedimentazione nella parte superiore permette di evitare che possano verificarsi degli intasamenti. La parte inferiore al contrario subisce una fermentazione che produce dei bio-gas che vengono espulsi dagli sfiatatoi laterali, i fanghi digeriti invece vengono essiccati, ad ogni modo è fondamentale che l’ASL certifichi l’idoneità nel suo utilizzo, almeno una volta ogni 4 anni.  

È buona norma fare distinzione tra fossa biologica e pozzo nero che non convoglia i liquami da nessuna parte per questo è definito ad una sola mandata a differenza delle fosse che sono invece composte da due mandate e le acque nere defluiscono in verso opposto al loro riempiemento.       

La zanzariera plissettata, non solo una semplice zanzariera

Con l’avvicinarsi dell’estate è impossibile non pensare a tutte le cose belle che arriveranno: caldo, giornate più lunghe, vacanze, serate con gli amici. E zanzare! Sembra che questi fastidiosi animaletti non abbiano mai fine e, per quanto si ricorra a metodi più o meno ortodossi, sembra che ce ne siano sempre nuove in agguato. Non c’è dunque da stupirsi che il mercato delle rivendite di zanzariere sia infatti in rapida espansione. Purtroppo però non sempre è semplice trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Vediamo dunque come provare la zanzariera giusta.

 

Lo svilupparsi di rivendite di zanzariere non sempre può essere visto come un vantaggio. Per quanto infatti questi piccoli rivenditori locali offrono prezzi altamente competitivi, la scelta dei modelli è alquanto ristretta. Nella maggior parte dei casi infatti, l’offerta prevede una zanzariera molto standard che, per quanto vendibile a prezzi bassi, è poco flessibile alle diverse esigenze dei clienti.

Se invece si mira ad avere in un prodotto di alta qualità, ovviamente a fronte di un maggiore ed inevitabile investimento economico, nel mercato si possono trovare valide alternative alle semplici zanzariere. Una delle migliori soluzioni del mercato è la zanzariera plissettata, che indubbiamente dà migliori risultati.

Vediamo ora tutti i numerosi vantaggi che queste zanzariere hanno rispetto alla tipologia più comune.

 

  • Primo tra tutti, un migliore adattamento agli infissi. Una zanzariera semplice, spesso standardizzata, può dare numerosi problemi in fase di montaggio, poiché non sempre si adatta bene a tutte le tipologie di infissi.

 

  • Un perfetto scorrimento, anche dopo un lungo periodo di inattività. Normalmente,dopo diverse settimane di mancato utilizzo, la frizione a molla perde efficienza. Una zanzariera plissettata, priva di questi meccanismi, assicura sempre un perfetto utilizzo.

 

  • Un’ottima resistenza, anche in caso di forte vento. Alla zanzariera plissettata è stata riconosciuta dalla Camera di Commercio di Roma l’appartenenza alla classe 2 di resistenza al vento. Questo significa che non si dovrebbero avere problemi con questa tipologia di zanzariere fino a 38 km/h!

 

  • Non sempre è facile montare una zanzariera semplice in presenza di un fuori squadro, con la conseguenza che spesso si perde importante spazio. Con una zanzariera plissettata c’è la possibilità di recuparare il fuori squadro, evitando dunque fastidiosi problemi.

 

  • Infine,, la zanzariera plissettata assicura una perfetta resa anche con grande dimensioni da coprire. Questa tipologia di zanzariera infatti può coprire fino a 17 metri senza ridurre la propria efficacia. E’ dunque perfetta per spazi esterni come zagebi e pergotende.

 

A questo punto, cosa state aspettando? Una zanzariera plissettata è la soluzione che fa per voi.