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Il grande successo dei casinò online: dal 1994 a oggi

Fino al 1994 i casinò esistevano solamente come luoghi fisici, come immense sale costellate da slot machine, da tavoli da poker, da roulette e da qualsiasi altro gioco d’azzardo dove si andava vestiti in modo elegante e alla moda per giocare i propri soldi, bere un drink, fare affari. Con l’avvento delle nuove tecnologie qualcosa è cambiato e oggi infatti sono sempre più numerosi i casinò online, aperti 24 ore su 24, fruibili direttamente dal proprio computer di casa, da smartphone e tablet, anche, perché no, in pigiama.

 

Ma quando è nato il primo casinò online in assoluto? Il primo esperimento risale al 1994, ad opera del governo di Antigua e Barbados. È necessario però attendere sino al 1998 per vedere online la prima slot con jackpot progressivo e la prima poker room. A partire da quell’anno i casinò online iniziarono a diffondersi in modo sempre più capillare sulla rete, riuscendo ad ottenere un numero di giocatori, pensate, anche doppio rispetto ai casinò fisici. Grazie al web infatti si ebbe la possibilità di abbattere molte barriere e i casinò riuscirono a diventare davvero molto più democratici, alla portata di tutti, anche di coloro che non volevano uscire di casa per giocare d’azzardo, anche di coloro che vivevano a troppa distanza da un casinò fisico, anche di coloro che volevano giocare solo per qualche minuto, per poi tornare alle proprie attività quotidiane.

 

Oggi i casinò online sono delle realtà di ancora più grande successo che possono essere fruite in pochi semplici click, senza dover necessariamente scaricare file di immense dimensioni sul proprio computer come invece accadeva all’inizio. Ciò ha consentito la sempre maggiore diffusione del gioco mobile, direttamente quindi da smartphone e tablet. Oggi anche coloro che hanno pochi minuti a loro disposizione  mentre vanno in metropolitana in ufficio, durante la pausa caffè o la pausa pranzo, durante la pubblicità del loro programma preferito in TV, possono quindi giocare d’azzardo senza alcun tipo di difficoltà. Il passare degli anni ha inoltre reso possibile il gioco in multiplayer, in contemporanea quindi con altri giocatori provenienti da ogni angolo del mondo, luoghi virtuali di gioco e di condivisione, luoghi dove è finalmente possibile anche intraprendere dei veri e propri tornei.

 

Stando ai dati ufficiali di cui parlano oggi anche tutte le più importanti emittenti del mondo come BBC e CNN nel 2015 le entrate dei casinò online sarebbero arrivate ad un valore pari niente meno che a 41,4 miliardi di dollari, valore che sicuramente nel corso di questi due anni è cresciuto ulteriormente. Vi rendete conto di quanti soldi siano? Vi rendete conto di quale business di immense dimensioni vive dietro ad organismi virtuali di questa tipologia? A noi sembrano davvero numeri incredibili.

 

Visita Netbet per scoprire uno dei casinò online di maggiore successo, capace di garantire a tutti i suoi visitatori virtuali una quantità di giochi d’azzardo incredibile. In pochi istanti vi renderete conto della magia che questi casinò sono in grado di regalarvi, una magia che è accessibile da tutti, da ogni luogo, a qualsiasi ora senza più veramente alcun tipo di barriera.

 

Scoprirete anche i bonus di benvenuto che i casinò online offrono ai loro visitatori e le frequenti promozioni messe in atto. Si tratta di dettagli che fanno la differenza, di qualcosa che i casinò fisici non offrono e mai potrebbero offrire, di qualcosa di allettante che rende i visitatori ancora più propensi a giocare d’azzardo per la prima volta. E dopo quella prima volta, credeteci, è così facile innamorarsi del gioco, da tornare sempre in questo speciale luogo virtuale.

 

Marco Mengoni: un talento musicale che non smette di correre

Un tempo, ai vertici delle classifiche c’erano i cantanti e cantautori che vendevano più dischi. Oggi, la tecnologia ha rivoluzionato il mondo musicale e chi la fa da padrone è chi, dotato di talento, ha una buona dimestichezza con i social. Oggi, infatti, sono le visualizzazioni dei video su Youtube a determinare la lista dei più ascoltati.
E se pensiamo che in vetta a queste particolari classifiche ci sia qualche grande autore, potete stare tranquilli perché così non è!
Infatti, l’infanzia prende il sopravvento e, fin dalla più tenera età, i bimbi sbancano ascoltando le canzoni del cuore da “Il Pulcino Pio” a “Il Coccodrillo come fa”. Ma non si parla di qualche visualizzazione, bensì di più di 130 milioni.
Numeri da capogiro, certamente. E tra un animale e l’altro, si piazza anche qualche volto ormai noto della canzone italiana con un numero di visualizzazioni di tutto rispetto. Uno di questi è Marco Mengoni, cantante pop italiano giunto alla ribalta nel 2009 grazie al programma televisivo X Factor. Da lì, un debutto che lo ha portato in breve in cima alle classifiche con il grande successo “Dove Si Vola”.
Nato il 25 Dicembre 1988 a Ronciglione, provincia di Viterbo, Mengoni è stato lanciato sul pianeta musica la notte del 2 dicembre 2009. Alla terza edizione di X Factor, Mengoni ha battuto una altro candidato Giuliano Rassu, esibendosi in un sorprendente mix di cover pop/rock, passando con scioltezza dall’italiano all’inglese. Non si è fatto mancare nulla: da “Insieme a Te Sto Bene” (Lucio Battisti) a “Almeno tu nell’universo” (Mia Martini ), fino a “Back to Black” (Amy Winehouse) e “Billie Jean” (Michael Jackson).
E dopo aver vinto X Factor, per Mengoni c’è subito il successo di “Dove Si Vola”, una canzone scritta per lui da un veterano, Bungaro, un cantautore italiano.
Il pezzo è stato seguito alcuni mesi più tardi da un altro album di successo “Re Matto” composto di tracce originali, compresa “Credimi Ancora”, singolo che Mengoni ha presentato al Festival di Sanremo, portando Re Matto al vertice delle classifiche.
All’inizio del 2015, Mengoni rilascia “Parole in circolo”, il suo terzo album. Dopo meno di due settimane dall’uscita, l’album si posiziona al primo posto in Italia, grazie soprattutto al singolo “Guerriero” la hit più vendita dopo “L’Essenziale” appartenente all’album #prontoacorrere rilasciato nel 2013.
“Guerriero” ha totalizzato ad oggi quasi 42 milioni di visualizzazioni su Youtube. Visualizzazioni molto importanti oggi anche per l’economia degli artisti visto che la nota piattaforma video garantisce agli artisti la tutela del diritto d’autore e condivide con loro i guadagni in base alle visualizzazioni. Davvero un buon traguardo, insieme ai dischi di platino, che posizionano Mengoni in cima alla classifica dei cantanti italiani più amati con una voce ben governata e con un’estensione vocale unica.
Le sue “muse ispiratrici”? Renato Zero, David Bowie, Michael Jackson, Freddie Mercury. Che dire? Un grande tra i grandi!

IL SEPOLCRO DI ALESSANDRO VII

E’ considerata una delle più grandi opere del periodo barocco dell’architetto italiano Gian Lorenzo Bernini. Realizzata tra il 1672 e il 1678, si trova oggi nella Basilica di San Pietro a Roma e più precisamente sopra una delle porte lignee che conduce all’esterno, ovvero verso il porticato progettato e realizzato dallo stesso Bernini in collaborazione con i suoi allievi. L’opera fu realizzata su commissione dell’allora papa Alessandro Chigi, il quale, come tutti gli altri papi, si proponeva di realizzare per lui un sepolcro idoneo  che lo avrebbe  accompagnato in un ipotetico aldilà, ma soprattutto, che avrebbe esaltato il suo ego e dato forma allo sfarzo che da sempre caratterizza i papi di Roma, e che molto spesso viene anteposto ai bisogni del popolo.

Il genio dell’architetto italiano viene esaltato in questo progetto, in quanto egli sfrutta quello che apparentemente avrebbe rappresentato un ostacolo per qualsiasi altro artista, per rendere unica la sua opera. Il problema che si trovava ad affrontare era relativo alla mancanza di spazio nella Basilica di San Pietro, all’interno della quale il suo papa pretendeva avere il  sepolcro; l’artista nato a Napoli usò l’unico punto disponibile, e cioè una delle porte di uscita per installarvi sopra, quella diventò una vera e propria rappresentazione scenica, ovvero la statua marmorea del pontefice in ginocchio che sovrasta un drappo di marmo rosso al quale si appoggiano quattro figure rappresentanti Carità, Verità, Giustizia e Prudenza e al di sotto delle quali si nasconde lo scheletro di bronzo,simbolo della morte, che ha in una  mano una clessidra e con l’altra è  intento a sollevare il drappo rosso, dando per così dire il benvenuto nell’ aldilà a tutti coloro che escono da quella porta.

Un capolavoro di arte del seicento che difficilmente potrà essere eguagliato nei tempi moderni, anche se  nella capitale  nei nostri giorni esistono diversi bravi artisti e scultori che vengono ingaggiati da famiglie potenti o direttamente dall’agenzia funebre Roma per realizzare delle tombe, cappelle o addirittura veri e propri mausolei per le proprie dinastie.