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Cos’è la fossa biologica? Ecco una spiegazione semplice e chiara su come funziona

Con il termine fossa biologica intendiamo quella fossa interrata e statica che sostituisce la fognatura in tutte quelle zone in cui non è presente. La sua funzione è di raccogliere tutti i rifiuti liquidi e solidi derivanti dalle persone in particolar modo prodotte nel bagno e nella cucina, al contrario non vengono comprese le acque pluviali.

Installare la fossa biologica è molto spesso una soluzione di chi vive in campagna o in zone isolate non raggiunte dal sistema fognario, tuttavia per la sua manutenzione è fondamentale il contributo di un idraulico esperto e competente.

Il principio di funzionamenteo prevede una vasca (generalmente di calcestruzzo ma esistono anche in cemento, PVC e vetroresina) dotata di due tubi, uno in entrata necessario per accogliere i rifiuti organici e l’altro in uscita che porta l’acqua filtrata verso l’esterno. La sua collocazione è presso l’abitazione ma non sotto (per evitare di distruggere il pavimento se è necessaria un’ispezione) e ad almeno 1,20 metri di profondità. In particolare, deve essere situata su un terreno pianeggiante e collocata su un tetto di sabbia e distante all’incirca 10 metri da tubature di acqua potabile.

Esistono due tipologie di fosse biologiche le prime vengono chiamate Imhoff che sono utilizzate in totale assenza di fognatura, altre invece sono quelle tradizionali che invece si allacciano alla rete fognaria nazionale. Le prime hanno la caratterisitca di depurare i liquami in modo da disperdere gli stessi nel terreno, inoltre le norme di legge prevedono la posssibilità di inserire dei sistemi di deputazione secondari che garantiscono un’ulteriore sucirezza contro la dispersioni o fuoriuscite. Il sistema di funzionamento prevede che ci siano due parti separate, nella parte inferiore avviene la fermentazione batterica dei fanghi mentre in quella superiore la sedimentazione. Il vantaggio di una sedimentazione nella parte superiore permette di evitare che possano verificarsi degli intasamenti. La parte inferiore al contrario subisce una fermentazione che produce dei bio-gas che vengono espulsi dagli sfiatatoi laterali, i fanghi digeriti invece vengono essiccati, ad ogni modo è fondamentale che l’ASL certifichi l’idoneità nel suo utilizzo, almeno una volta ogni 4 anni.  

È buona norma fare distinzione tra fossa biologica e pozzo nero che non convoglia i liquami da nessuna parte per questo è definito ad una sola mandata a differenza delle fosse che sono invece composte da due mandate e le acque nere defluiscono in verso opposto al loro riempiemento.