Novembre 29, 2022

5 vantaggi dei prestiti in convenzione con l’INPS

Spesso capita che i pensionati non abbiano ben chiare le loro possibilità in relazione ai prestiti da poter richiedere. Per esempio, i prestiti in convenzione con l’INPS sono sicuramente tra i più vantaggiosi e gettonati: la cessione del Quinto è un prestito garantito e sicuro che spesso viene scelto per le sue caratteristiche. Ricordiamo che il sistema bancario è alle volte limitante: i paletti imposti non sono sempre superabili dai pensionati. Ed è proprio in quest’ottica che il prestito in convenzione INPS assume una importanza rilevante. Vediamo nel dettaglio. 

Prestiti in convenzione INPS: info utili

Quando parliamo di prestito in Convenzione INPS non facciamo altro che riferirci ad una formula di prestito che è legata alla Cessione del Quinto dello stipendio per i pensionati. Questo è caratterizzato da una serie di condizioni agevolate molto vantaggiose. L’espressione Convenzione Inps, infatti, fa riferimento ad un accordo tra l’Ente previdenziale e alcune banche e società finanziarie. 

La Cessione del Quinto è un prestito personale che può essere richiesto e si può rimborsare mese per mese attraverso delle trattenute sulla pensione o sulla busta paga. In questa maniera si può ottenere il massimo della tutela e un’agevolazione riguardo i tassi di interesse: il prelievo non può superare il 20% dell’importo mensile del trattamento economico percepito. Se stai cercando un prestito clicca qui

5 vantaggi principali dei prestiti INPS

Diversi sono i vantaggi del prestito in convenzione con l’INPS. Noi abbiamo deciso di individuarne i cinque principali. Vediamo nel dettaglio.

  1. Meno garanzie richieste e meno paletti

Nel corso degli ultimi anni specialmente, sono stati molti i proclami da parte dell’Associazione Bancaria Italiana circa la crescente richiesta di prestiti nel nostro Paese. Il fatto è che i paletti imposti e quindi le garanzie richieste ai richiedenti continuano ad essere particolarmente serrati. I prestiti sono in ripresa, ma va anche detto che i livelli raggiunti prima della crisi siano lontanissimi. 

I criteri di ammissione al credito sono particolarmente ristretti, sia per le famiglie che per le piccole imprese. Determinante la stretta creditizia dopo la grande quantità di crediti deteriorati che ancora oggi caratterizza il sistema bancario: in un contesto del genere, i soggetti principalmente danneggiati sono coloro che non sono in possesso di contratto a tempo indeterminato e i protestati. Senza le dovute garanzie, difatti, per loro è praticamente impossibile richiedere un prestito in banca. 

Una situazione sicuramente differente per i dipendenti pubblici o pensionati. Per queste categorie è possibile ricorrere ad offerte creditizie INPS e sfruttare dei vantaggi non di poco conto. Come vedremo, non soltanto sotto il punto di vista dei tassi di interesse, inferiori a quelli di mercato, ma la sicurezza del piano di rientro e le meno stringenti regole per poterne fruire. 

  1. Maggior tutela del richiedente

Dopo che si è sottoscritto il contratto, l’INPS è tenuta ad esercitare anche una sorta di funzione di vigilanza e di tutela delle garanzie del contraente. In particolar modo, il controllo verde principalmente sulla banca o sulla finanziaria con cui si stabilisce l’accordo. Nella fattispecie, dovranno essere rispettate alcune condizioni essenziali, quali: la banca, o la finanziaria, dovranno avere i requisiti adatti nonché richiesti dalla normativa per poter finalizzare l’operazione; il tasso applicato dovrà essere al di sotto del “tasso soglia” anti usura e del tasso convenzionale che viene stabilito per la fascia di età in caso di prestito erogato da ente convenzionato. 

Ma non è tutto. La rata non potrà mai superare un quinto dello stipendio, o dell’importo della pensione; il contratto, poi, dovrà indicare con chiarezza e precisione tutte le spese accessorie che difatti comporranno la spesa finale: quindi, istruttoria, premio assicurativo, interessi, estinzione anticipata e commissioni. Tutte garanzie che sono volte ad evitare che i pensionati o i contraenti in generale possano cadere vittima di raggiri eventuali.

  1. Tassi fissi e agevolati 

Tra i vantaggi essenziali troviamo anche il fatto che parliamo di tassi fissi ed agevolati. Questi vengono resi noti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze mediante decreto. I fattori determinanti riguardano l’età del richiedente alla scadenza del piano di ammortamento e l’ammontare del prestito richiesto. Generalmente, ai prestiti vengono applicati dei tassi più alti a seconda dell’età anagrafica e più bassi se la somma richiesta è superiore ai 15 mila euro. Nel dettaglio: 

  • fino a 59 anni: tassi dell’8,32% fino a 15mila euro e del 6,53% oltre i 15mila euro;
  • tra 60 e 64 anni: tassi del 9,12% fino a 15mila euro e del 7,33% oltre i 15mila euro;
  • tra 65 e 69 anni: tassi del 9,92 fino a 15mila euro e del 8,13% oltre i 15mila euro;
  • tra 70 e 74 anni: tassi del 10,62% fino a 15mila euro e del 8,83% oltre i 15mila euro;
  • tra 75 e 79 anni: tassi del 11,42% fino a 15mila euro e del 9,63% oltre i 15mila euro.
  1. Possibilità per i pensionati

Questo tipo di prestito rappresenta una possibilità non di poco conto per i pensionati. Basti pensare al fatto che questi possano richiedere il prestito ma con una serie di adempimenti e limitazioni. In particolare queste limitazioni riguardano: pensioni e assegni sociali, invalidità civili, assegni mensili erogati per l’assistenza ai pensionati con causa di inabilità; assegni al nucleo familiare; pensioni con contitolarità per la quota parte non di pertinenza del soggetto che richiede la cessione del quinto; assegni con funzione di sostegno del reddito; prestazioni di esodo.

Per ottenere il prestito, il pensionato dovrà anche rispondere ad una serie di adempimenti, come per esempio quelli relativi alla comunicazione sulla cedibilità della pensione, documento che indica l’importo massimo della rata del prestito. La quota ceduta sarà richiesta dal pensionato che si recherà di persona presso una sede INPS e potrà poi consegnare il documento ottenuto alla banca o all’ente finanziari a cui decide di rivolgersi. Una soluzione di questo tipo può essere utile anche quando il pensionato decide di concedere un prestito alla badante: prestiti colf e badanti sono ormai diventati molto diffusi. 

  1. Rata comoda e costante

Infine, consideriamo che il fatto che questa rata sia costante rappresenta un vantaggio enorme. Come già anticipato, la rata non potrà mai superare il 20% della pensione netta o dello stipendio percepito mensilmente dal richiedente. Oltretutto, questa viene ritenuta in maniera automatica su busta paga o pensione e ciò rappresenta una comodità non di poco conto.

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