Maggio 27, 2022

Inseminazione artificiale e turismo procreativo.

 

La fecondazione assistita è il procedimento mediante il quale si combatte, da anni e grazie alla ricerca scientifica che in questo campo ha fatto numerosi passi in avanti realizzando diversi successi, l’infertilità di coppia.

Le coppie che cercano di avere un figlio ed hanno rapporti sistematici per la durata di un anno senza risultati, rientrano in quella percentuale, ad oggi purtroppo sempre maggiore, di coppie considerate non fertili: la fecondazione assistita che spesso si traduce in inseminazione artificiale (come l’inseminazione intrauterina o Icsi) offre loro l’opportunità di ottenere una gravidanza attraverso la procreazione artificiale, ottenuta con l’ausilio di specifiche terapie e con il sostegno medico e psicologico del personale specializzato nei centri di fecondazione.

Tuttavia, in Italia la legge 40 introdotta nel 2004 ha vietato alcune procedure, tra cui il congelamento degli embrioni e la fecondazione eterologa, considerate tecniche innovative ed importanti per ottenere una gravidanza anche nei casi in cui la fecondazione assistita non ottenga i risultati previsti.

È per questo che molte coppie italiane hanno dato vita a quello che oggi viene comunemente chiamato turismo procreativo o fenomeno del turismo riproduttivo: la Spagna rappresenta la meta principale della fecondazione eterologa, della diagnosi preimpianto, del congelamento degli embrioni. I viaggi a scopo procreativo sono aumentati nel giro di pochi anni, tanto che, se prima dell’istituzione della legge 40 le coppie che sceglievano mete estere per la fecondazione assistita erano solo circa 60 all’anno, ad oggi se ne contano quasi 1400.

Numeri molto consistenti, ma rappresentativi di un mondo in continua evoluzione e che chiede minori restrizioni e maggiori opportunità in settori così delicati come quello dell’infertilità: il punto principale della faccenda è che queste coppie sono spesso disperate, distrutte da tentativi ripetuti e senza risultato, e non vedono una via d’uscita alla loro situazione. Queste coppie, per ottenere i risultati che in Italia non riescono ad ottenere con le tecniche tradizionali, scelgono di alimentare il turismo riproduttivo per avere una speranza in più.  

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