Novembre 29, 2022

Convenienza ed ecologia del pellet da riscaldamento

Il pellet sta letteralmente conquistando il mercato dei combustibili destinati al riscaldamento domestico: praticità d’uso, alto potere calorico, salubrità della materia prima e, per ultimo ma non per importanza, rinnovabilità del prodotto in generale, poiché il carbonio liberato durante la combustione proviene da risorse energetiche a ciclo breve ovvero di più rapida formazione rispetto alle tradizionali e non sostenibili fonti fossili (gasolio, idrocarburi gassosi, ecc).

L’origine del pellet

La produzione di pellet da riscaldamento prende origine innanzi tutto dalla segatura di legno che l’industria scarta come sottoprodotto di lavorazione durante i processi di taglio e levigatura del prezioso materiale naturale. In questo modo è possibile evitare di attingere direttamente dalle risorse forestali, conferendo al pellet stesso un valore ecologico concreto.

Successivamente, la segatura è essiccata al fine di abbassare a circa il 15% il suo tenore di umidità che altrimenti inficerebbe sulle fasi successive di lavorazione e produzione del pellet nonché sulla resa della futura combustione. Per rendere più maneggevole il materiale finale, questo viene sottoposto a compressione e pellettizzato, ossia trasformato appunto in pellet.

La norma UNI EN 14588 definisce il pellet come “biocombustibile addensato“, avente in genere una forma cilindrica, di lunghezza compresa tra i 5 mm e i 30 mm. Il pellet di alta qualità non prevede l’impiego di additivi che potrebbero poi liberarsi nell’ambiente sotto forma di gas una volta bruciato in caldaia. La proprietà adesiva delle particelle di legno deriva dal riscaldamento della lignina sottoposta ad elevata pressione meccanica la quale, avvolgendo le fibre di cellulosa, le fa poi aderire le une alle altre.

Modalità di impiego

La trasformazione della segatura di legno in pellet presenta numerosi vantaggi dal punto di vista pratico, relativi al suo trasporto e maneggio, nonché in termini energetici in quanto, a parità di volume, possiede il doppio di potere calorico rispetto alla legna tradizionale.

Grazie alle caratteristiche meccaniche del pellet, in un certo modo assimilabili a quelle di un fluido di media viscosità, è possibile movimentare il pellet mediante l’impiego di sistemi che funzionano in continuo: coclee, condotte, ecc. Il carico e scarico del pellet, sia presso lo stabilimento del produttore sia in fase di consegna presso l’utente privato, risulta quindi sensibilmente più veloce e automatizzabile rispetto alla legna, di qualunque taglia essa si sia.

La commercializzazione del pellet da riscaldamento avviene di norma mediante autobotte per le grosse utenze (es. caldaie condominiali ed industriali) che possono disporre di locali appositamente adibiti allo stoccaggio ovvero in sacchi sintetici di diverso peso per soddisfare la domanda delle piccole utenze (stufe e caminetti domestici).

Il significato ecologico del pellet

Come accennato nell’introduzione, l’utilizzo del pellet non grava di norma direttamente sulle coperture arboree, bensì rappresenta un ottimo sistema per valorizzare taluni sottoprodotti dell’industria del legname.

La maggior densità energetica del pellet rende inoltre il trasporto di questo combustibile molto più efficiente rispetto alla legna tradizionale, con conseguente ulteriore riduzione dell’impatto ambientale provocato dalla rete di distribuzione. Infine, la maggior purezza che caratterizza il pellet rispetto alla legna garantisce una più bassa produzione di ceneri ed una qualità dei fumi di combustione notevolmente maggiore.

Il pellet brucia infatti in maniera più completa ed emette così minori residui incombusti alla bocca del camino, con evidenti benefici per la manutenzione dell’impianto di scarico e la qualità dell’aria in generale.

Queste sono solo alcune delle principali caratteristiche di questo materiale e, per ricevere maggiori informazioni in merito, si può visitare il sito Pellet Outlet.

Comments

comments