Perugia: sciopero bianco degli avvocati contrari alla nuova geografia giudiziaria 

 

Braccio di ferro tra l’amministrazione comunale e l’Ordine degli Avvocati di Perugia a seguito della proposta di trasferire l’Ufficio Notifiche Esecuzioni e Protesti (UNEP) e la sede del Giudice di Pace dal centro storico, rispettivamente in via Mario Angeloni o nella struttura di Via Tornetta e in via Baglioni.
Tale spostamento rientrerebbe in una serie di interventi da parte del Comune volti a ripianificare la geografia giudiziaria, ma non sembra tenere in considerazione il punto di vista e le indicazioni degli operatori del settore che quotidianamente necessitano di organizzare una serie di spostamenti dal tribunale alle cancellerie, dalla procura all’UNEP, fino al giudice di pace.
Il motivo della contesa tra i professionisti dell’Ordine degli Avvocati e la Commissione manutenzione degli uffici giudiziari del Comune di Perugia trova quindi fondamento in ragioni di carattere logistico e, come già accaduto in passato, gli avvocati perugini hanno proclamato uno sciopero bianco.
Lo sciopero, pur garantendo la prosecuzione delle cause e la tutela legale, prevede da parte degli avvocati la cessazione di ogni contributo finanziario e professionale nei confronti degli uffici giudiziari e un’informazione sul territorio mirata ad evidenziare le carenze del sistema giudiziario locale presso la popolazione.
L’Ordine invita i professionisti inoltre a rispettare in modo formale le procedure non facendosi più carico di alcune attività che sollevano le cancellerie e gli stessi giudici, come ad esempio la verbalizzazione del processo in sede civile e la redazione di atti e provvedimenti la cui predisposizione spetterebbe invece al magistrato o al cancelliere. Gli avvocati perugini vengono anche invitati a non agevolare con documentazione cartacea il lavoro degli uffici giudiziari prima e durante la causa e a pretendere dalla cancelleria il rilascio dei fascicoli e del materiale necessario nei tempi previsti, invece di curare personalmente o attraverso i propri collaboratori questo tipo di attività di prelievo e fotocopia.
La protesta in corso lascia intendere che le tensioni saranno ancora vive nei prossimi mesi, anche se al momento il comune sembra fare un passo indietro per calmare le acque.

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